Accoltella il Vento

Mira sotto il Mento
31 dicembre 2016

Tallone da Killer

Immaginatevi un pezzo di legno, immaginatevi di tenerlo ben saldo nelle vostre mani e immaginatevi di spaccarlo in testa al primo imbecille che passa. Ci siamo? Ma facciamo qualche passo indietro..ehi Johnny ci sei? Tutto apposto? Ok. allora stavo dicendo… ah si:
Vi svegliate la mattina, già maledicendo solamente il fatto che vi siete dovuti svegliare, qualsiasi ora sia; vi alzate, andate in bagno a fare tutto quello che dovete fare, fate colazione, come tutti i giorni vi preparate per uscire di casa e poi?

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Poi niente, assolutamente niente, il niente più assoluto vi aspetta e sta li pronto a sbranarvi a buttarvisi sopra le spalle e schiacciarvi rovinosamente e inevitabilmente, come quando pesti una merda di cane sul marciapiede che un padrone testa di cazzo non ha raccolto, non ha voluto raccogliere o non ne ha avuto il tempo o non so cosa cazzo avesse in testa in quel momento che gli ha impedito di farlo chinare e raccogliere l’escremento del suo amico a quattro zampe. Ma non divaghiamo, ritorniamo al nostro nulla più assoluto.

Le merde che si incontrano a volte si pestano e a volte si salutano.

Quindi uscite, camminate, nessuno vi guarda, nessuno vi saluta, ne un cenno con la testa o con la mano, niente di niente, ma sapete il perché? Perché nessuno vi vuole salutare. Avete mai notato come in ascensore siamo tutti imbarazzati quando qualcun altro di sconosciuto è li dentro con noi? e come tutti evitiamo accuratamente il contatto visivo con l’altro? Non vogliamo guardarci, evitiamo che i nostri sguardi si incrocino, proprio per evitare quel fastidiosissimo costrutto sociale che è la conversazione , che ci impone di dover dire delle parole con una persona a noi sconosciuta e a cui noi non potrebbe fregare un beneamato cazzo di chi sia e di cosa voglia dire (io sto nel mio e tu stai nel tuo, tutti abbiamo i nostri problemi, ok?).

tafazzi

Ma sapete perché questo succede, perché alla maggior parte delle persone è di voi che non frega un cazzo e non viceversa. Avete capito? Di voi…siamo tutti fottuti.

Quindi dicevamo? Ah si…camminate, entrate in un bar per chiedere un caffè, ve lo fanno e questo fa schifo, allora voi uscite incazzati e continuate a camminare perché il vero senso della vita è proprio questo, camminare. Arrivate in ufficio ed è qui che inizia la solita vera routine quotidiana, lo scassa gonadi perpetuo che ti accompagnerà felicemente per tutto il resto della tua vita, sei contento?

silvio

Finisce il vostro orario di lavoro, tornate a casa e il tragitto di ritorno è proprio come quello all’andata, nessuno vi caga, ma a voi sta bene così.
Arrivate a casa, cenate, andate al bagno a fare tutto quello che dovete fare e via a dormire per coronare questa perfetta giornata di mortalità quotidiana.
Ma fermiamoci un attimo e pensate se invece una volta alzati e fatta colazione prendeste un grosso pezzo di legno e lo portaste fuori con voi, con voi nella strada, con voi nella vita…eh?

Bene, tornate adesso all’inizio di questo scritto ammorbante…fatto? ok. adesso ditemi, non vi sentite più contenti?

L’oggettività non esiste, se una cosa fa schifo fa schifo

wof

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